Castagnaccio


Analogamente alla farinata di ceci, ecco il castagnaccio, una torta preparata con una farina “diversa”.

Anche in questo caso, un prodotto interregionale, della cucina della tradizione.

Fa parte della cucina “povera” e ha sfamato tanta gente nel periodo dell’ultima guerra, quando la gente andava nei boschi a raccogliere le castagne.

Oggi è rimasta la tradizione ottobrina di andare ancora a raccogliere castagne, anche se si tratta di una tradizione… in via di estinzione.

Nelle varie regioni si trovano le varianti, per me la ricetta migliore è questa.

Ingredienti

300 g. di farina di castagna, 30 gr. di pinoli, 100 gr. di uvetta, 50 gr. di zucchero, 50 gr. di olio extravergine di oliva, 500 gr. di acqua, aghi di rosmarino a piacere.

Procedimento

Mescolare farina, acqua, zucchero e sale, in una terrina amalgamando bene senza creare grumi.

Ungere con l’olio una teglia bassa e larga.

Versare nella teglia l’impasto, distribuendolo in modo uniforme fino ad ottenere uno spessore di circa un centimetro.

Decorare con uvetta, pinoli e rosmarino a piacere.

Irrorare con olio.

Riscaldare il forno a 200 gradi.

Cuocere in forno finchè si forma una crosticina di colore marrone scuro e leggermente screpolata.

Servire caldo, anche perché di solito di mangia d’autunno e d’inverno.

particolare di crosta del castagnaccio

castagnaccio

Non è leggerissimo… ma molto gustoso.

Suggerisco una possibile variante, che è quella di mettere nell’impasto anche una mela tagliata a pezzetti.